Intitolazione di una strada a Catina e Mario Dazzini

Il 31 Maggio 2015 era il trentesimo anniversario della scomparsa del prof. Mario Dazzini. Il suo ricordo è ancora vivo nella memoria dei molti massesi che ebbero la fortuna di conoscerlo.

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Massa si accinge a ricordare i fratelli Mario e Catina Dazzini nel 33° anniversario della morte di Mario.

Entrambi conosciuti a livello mondiale, in quanto fondatori di scuole e istituti esperantisti. Due sognatori, nonostante l'impero linguistico sia portoghese e inglese. Li ho conosciuti quando erano in piena generosa e proficua attività. Mario, nato a Pietrasanta nel 1910, era laureato in giurisprudenza e insegnò materie letterarie nell'istituto professionale per l'industria di Massa di cui era uno dei fondatori. Oltre che conoscere greco e latino, parlava inglese, francese e tedesco.

Sua sorella dal 1952 in poi fu docente presso il liceo classico Pellegrino Rossi. Erano sfollati con me nel 1944 a Volegno, sotto la Pania, per trovare un vano rifugio dalla feroce occupazione tedesca. Il mio comandante partigiano mi aveva incaricato di fare l'osservatore di un eventuale arrivo delle S.S. Germaniche sia in paese che a Mosceta dove si erano accampati. Mi dette il suo cannocchiale della marina militare, che conservo ancora religiosamente nel mio studio, e ci davamo il cambio alla funicolare, subito dopo le prime case di Volegno, prima di arrivare alla fonte Muglione.

A partire dagli anni '50 i fratelli Mario e In  
Italia diversi Gruppi Esperantisti hanno dato vita ad un vero e proprio 
 movimento in favore della Lingua Internazionale,Catina Dazzini di Massa si fecero promotori del progetto di istituire una Biblioteca Nazionale di Esperanto. Tale iniziativa, in virtù del loro pluriennale interessamento, si realizzò con la creazione del primo nucleo della Biblioteca grazie ai libri raccolti dalla Federazione Esperantista Italiana; fu collocata al Castello Malaspina e successivamente donata al Ministero dei beni Culturali, indicando come sede l'Archivio di stato di Massa, sotto la cui giurisdizione oggi è inquadrata.

I fratelli Dazzini furono gli ideatori del progetto, ma seppero riscaldare gli animi e coagulare su Massa l'attenzione degli esperantisti. Essenziali per la creazione del patrimonio libraio sono state le donazioni dei personaggi più rappresentativi del Movimento Esperantista Italiano di quell'epoca.