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DoktoroEsperanto

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Ludwik, ancora ragazzo, maturò l’idea di poter aiutare i diversi popoli nei loro rapporti, elaborò una nuova lingua sulla base delle già esistenti lingue nazionali. La base teorico-pratica per l’Esperanto fu pubblicata, come è noto, a Varsavia nel 1887 dall’oculista polacco di origine ebraica Ludwick Lejzer Zamenhof (Bialystok, Lituania, 15 dicembre 1859 - Varsavia, 14 aprile 1917).

La sua città natale, Byalistok, era popolata da vari gruppi etnici (lituani, polacchi, tedeschi, russi, ebrei) che parlavano lingue diverse, con enormi difficoltà di comprensione reciproca tra concittadini. Al giovane medico venne così in mente che l’unico rimedio a tale scomoda situazione fosse una lingua comune, neutrale, e soprattutto accessibile a tutti.

Lo aiutava il fatto di essere figlio di un insegnante di lingue, e soprattutto di essere poliglotta già fin dalla nascita (di madrelingua russa, yiddish e polacca), oltre che buon conoscitore in seguito di varie altre lingue (tedesco, ebraico, inglese, francese, latino, greco antico). Dalle varie lingue conosciute, Zamenhof scelse le regole più logiche e le parole più facili da imparare per tutti.

Egli eliminò da grammatica, sintassi e lessico tutte le irregolarità, così da ridurre lo sforzo di memoria necessario ad imparare la nuova lingua. Già nel 1878 essa era pronta, anche se il suo creatore la propose al grande pubblico solo dopo vari anni di incessanti ritocchi.

La chiamava Lingvo Internacia, ma essa divenne conosciuta mediante lo pseudonimo col quale Zamenhof era solito firmarsi: Doktoro Esperanto (colui che spera). La proposta di Zamenhof consisteva in una grammatica minima (di sole 16 regole), un vocabolario di 900 parole, alcuni esempi di testi in poesia e in prosa, un persuasivo saggio introduttivo. Lo sviluppo fu rapido, anche se dapprima limitato alla Russia, alla Germania ed alla Svezia.E' stato un medico, linguista e glottoteta polacco. È universalmente noto per aver fondato le basi dell'esperanto, la lingua ausiliaria internazionale più parlata al mondo.

Fu poi la volta della Francia, e quindi l’esperanto si propagò all’Inghilterra, alla Svizzera, alla Spagna, ed all’Italia (il primo italiano che imparò la nuova lingua fu Daniele Marignoni, nato a Crema nel 1846, notaio, autore peraltro della prima grammatica italiana di Esperanto nel 1890). Nel 1889 i sostenitori della nuova lingua erano già un migliaio, e di diversi paesi (tra le adesioni figuravano quelle di personaggi famosi come Albert Einstein e Lev Tolstoj). Zamenhof pubblicò allora la prima rivista specialistica, “La Esperantisto”. Un’altra, “Lingvo Internacia”, apparve anche in Svezia ad opera del club esperantista di Uppsala. Nel 1894 Zamenhof pubblicò l’importante Universala Vortaro (Vocabolario Universale) con traduzioni del lessico esperanto in cinque lingue.

Impoverito dai costi di pubblicazione dei suoi opuscoli e da sventure familiari, Zamenhof trasferì il suo ambulatorio oculistico da una città all’altra per stabilirsi poi definitivamente a Varsavia nel 1898, dove uscirono la Ekzercaro (Raccolta di esercizi) e nel 1903 Fundamenta Krestomatio (Antologia fondamentale) comprendente esercizi, articoli, discorsi, aneddoti, poesie e prose. Nel 1905 ad essa seguì Fundamenta de Esperanto, grammatica con le 16 regole, i già menzionati esercizi e il vocabolario. Sfinito dal troppo lavoro,

Zamenhof morì il 14 aprile 1917.{jcomments on}