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Intitolazione di una strada a Catina e Mario Dazzini

Il 31 Maggio 2015 era il trentesimo anniversario della scomparsa del prof. Mario Dazzini. Il suo ricordo è ancora vivo nella memoria dei molti massesi che ebbero la fortuna di conoscerlo.

Non fu solamente l'insegnante capace ed amato dai suoi studenti, il musicista sensibile e raffinato, il collezionista erudito, l'uomo di vastissima cultura.

Egli fu conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo, soprattutto, come grande esperantista. In questa veste ricoprì le più alte cariche della FEI (Federazione Esperantista Italiana), della ILEI (Lega Internazionale degli Insegnanti Esperantisti), della UEA (Universala Esperanto Asocio).

 

Fu tra i fondatori, insieme al Maestro G.B. Briano e al Prof. Dimiter Terziev, della MEL (Muzika Esperanta Ligo), fondò e diresse il Gruppo Musicale “La verda stelo” e visitò, accompagnato dalla infaticabile sorella Catina, ogni angolo del pianeta.

Ovunque, nel mondo, Mario Dazzini aveva amici con i quali intrattenne, fino all'ultimo, una fitta e formidabile corrispondenza, testimoniando, con straordinaria coerenza, i suoi principi tesi alla realizzazione di amicizia e solidarietà tra i popoli e gli uomini di buona volontà.

Ma per noi massesi, Mario Dazzini fu anche l'uomo che più di ogni altro, nella nostra terra, nel dopoguerra, lottò per la rinascita della Zona Industriale Apuana affinché fosse assicurato ai lavoratori della nostra terra, un lavoro dignitoso, onesto e sicuro.

Nell'immediato dopoguerra, infatti, erano in molti quelli che avrebbero voluto che la Z.I.A. non rinascesse dalle ceneri del conflitto. Organizzò il "Comitato lavoratori per la ripresa della Zona Industriale" con un'azione costante, sia attraverso la stampa, sia con le sue numerose e affollate conferenze; nello stesso tempo riuscì a recuperare buona parte dei macchinari trasportati dalle truppe di occupazione tedesche nel Nord Italia. Ma non si fermò qui, poiché giunse, con gruppi di volontari, a presidiare e proteggere fisicamente i ruderi delle fabbriche.

Inoltre, lottò anche per il ripristino delle strutture amministrative della Zona, e fu grazie anche alla Sua opera che, nel 1947 fu emanata la prima Legge che dava vita al Consorzio delle attività industriali, con le facilitazioni conseguenti.

Senza l'intervento di Mario Dazzini, molto probabilmente, la Zona Industriale Apuana sarebbe stata destinata al totale smantellamento. A lui, ed alla sua intelligente azione di dirigente industriale, dobbiamo se, dopo le distruzioni belliche, l'economia apuana ha vissuto una fase di formidabile crescita e molte famiglie (non solo massesi) hanno potuto contare su un’occupazione stabile.

Successivamente fu poi nominato Segretario Generale del Consorzio ZIA, carica che ricoprì fino all’anno 1975, data in cui fu collocato a riposo. Lungo sarebbe elencare i meriti che Mario Dazzini, sempre accompagnato dalla sorella Catina, acquisì per il bene della città di Massa.

Basti pensare, a questo riguardo, a tre tra le molte iniziative che li videro promotori e protagonisti: La prima è la benefica donazione di migliaia di libri e riviste esperantiste fatta all’Archivio di Stato di Massa, con la quale è stata costituita la più ricca ed importante biblioteca esperantista italiana ed una delle maggiori d’Europa; La seconda è stata la promozione e l’appoggio al Senatore Alberto Del Nero per la Costituzione del Gruppo Interparlamentare “Amici dell’esperanto” a cui aderirono 44 deputati e senatori appartenenti a cinque partiti rappresentati nel Parlamento Italiano.

La terza è stata l’aver introdotto nella Scuola rappresentazioni teatrali di commedie in dialetto, insegnando e curando negli allievi l’arte della recitazione e della comicità.

Alcuni di questi allievi, terminata la carriera scolastica, hanno poi proseguito l’attività teatrale andando a formare compagnie che, se da una parte hanno deliziato per molti anni i nostri concittadini, dall’altra hanno conservato e protetto una ricchezza popolare che, altrimenti, quasi certamente sarebbe andata perduta.

La sorella non fu seconda al fratello, ma sempre attiva in molte iniziative, di alcune fu la principale promotrice. Basti pernsare alla ideazione e organizzazione del Gemellaggio con la città tedesca di Bad Kissingen. un gemellaggio che ancora è vivo e ogni anno porta giovani massesi a Bad Kissingen e giovani tedeschi a Massa.

Catina, aiutata da Mario, volle che Massa, capoluogo di una città che aveva vissuto il dramma della linea gotica, fosse gemellata con una città della Germania perché pensava che i giovani dei due Paesi non dovessero crescere alimentando reciprocamente l’ostilità e il rancore generato dai loro padri.

Quanta lungimiranza in questa visione umanitaria! Nella nostra città, che spesso dimentica gli uomini che l'hanno onorata, i nomi di Catina e Mario Dazzini devono essere degnamente ricordati come maestri di vita ed esempio di integrità morale; due fratelli dediti unicamente alla cultura, alla pace fra i popoli, ed al benessere materiale e spirituale della gente apuana.

Per questi meriti il Gruppo Esperantista Massese e’ orgoglioso del fatto che i nomi di Catina e Mario Dazzini siano oggi degnamente ricordati insieme nella toponomastica cittadina, a testimoniare in modo imperituro la gratitudine che la città tutta conserva nei loro confronti, e ricordare ai giovani il loro esempio generoso di costruttori di pace.  

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