Dopo anni di impegno e di costanti sollecitazioni del Presidente del Gruppo Esperantista Massese, Alessandro Simonini, il Comune di Massa ha portato a termine tutto l’iter burocratico per l’intitolazione della piazza a Catina e Mario Dazzini, come richiesto anche da molte associazioni culturali massesi e dal Consorzio Zona Industriale Apuana, dove Mario ha lavorato molti anni.

Fino al giorno prima non era stata ancora installata dal Comune l’insegna con il nome della piazza, quindi è stata grande la sorpresa e il piacere provati da Luisa Madella, da Raffaele Franceschini (arrivati in rappresentanza rispettivamente dell’ILEI e della FEI) e da me, quando siamo arrivati sul posto verso le 8:30 e abbiamo ammirato la tabella nuova di zecca.

Eravamo tristemente organizzati a posare una nostra targa in ceramica, fatta con arte da Annalisa Bisogni, che volevamo installare, provvisoriamente su un paletto della piazza, con un sistema di carrucole preparato da Alessandro … Quindi per fortuna niente di tutto questo, la targa la utilizzeremo diversamente.

Massa si accinge a ricordare i fratelli Mario e Catina Dazzini nel 33° anniversario della morte di Mario.

Entrambi conosciuti a livello mondiale, in quanto fondatori di scuole e istituti esperantisti. Due sognatori, nonostante l'impero linguistico sia portoghese e inglese. Li ho conosciuti quando erano in piena generosa e proficua attività. Mario, nato a Pietrasanta nel 1910, era laureato in giurisprudenza e insegnò materie letterarie nell'istituto professionale per l'industria di Massa di cui era uno dei fondatori. Oltre che conoscere greco e latino, parlava inglese, francese e tedesco.

Sua sorella dal 1952 in poi fu docente presso il liceo classico Pellegrino Rossi. Erano sfollati con me nel 1944 a Volegno, sotto la Pania, per trovare un vano rifugio dalla feroce occupazione tedesca. Il mio comandante partigiano mi aveva incaricato di fare l'osservatore di un eventuale arrivo delle S.S. Germaniche sia in paese che a Mosceta dove si erano accampati. Mi dette il suo cannocchiale della marina militare, che conservo ancora religiosamente nel mio studio, e ci davamo il cambio alla funicolare, subito dopo le prime case di Volegno, prima di arrivare alla fonte Muglione.

Il 31 Maggio 2015 era il trentesimo anniversario della scomparsa del prof. Mario Dazzini. Il suo ricordo è ancora vivo nella memoria dei molti massesi che ebbero la fortuna di conoscerlo.

Non fu solamente l'insegnante capace ed amato dai suoi studenti, il musicista sensibile e raffinato, il collezionista erudito, l'uomo di vastissima cultura.

Egli fu conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo, soprattutto, come grande esperantista. In questa veste ricoprì le più alte cariche della FEI (Federazione Esperantista Italiana), della ILEI (Lega Internazionale degli Insegnanti Esperantisti), della UEA (Universala Esperanto Asocio).

Fu tra i fondatori, insieme al Maestro G.B. Briano e al Prof. Dimiter Terziev, della MEL (Muzika Esperanta Ligo), fondò e diresse il Gruppo Musicale “La verda stelo” e visitò, accompagnato dalla infaticabile sorella Catina, ogni angolo del pianeta.

Ovunque, nel mondo, Mario Dazzini aveva amici con i quali intrattenne, fino all'ultimo, una fitta e formidabile corrispondenza, testimoniando, con straordinaria coerenza, i suoi principi tesi alla realizzazione di amicizia e solidarietà tra i popoli e gli uomini di buona volontà.

A partire dagli anni '50 i fratelli Mario e In  
Italia diversi Gruppi Esperantisti hanno dato vita ad un vero e proprio 
 movimento in favore della Lingua Internazionale,Catina Dazzini di Massa si fecero promotori del progetto di istituire una Biblioteca Nazionale di Esperanto. Tale iniziativa, in virtù del loro pluriennale interessamento, si realizzò con la creazione del primo nucleo della Biblioteca grazie ai libri raccolti dalla Federazione Esperantista Italiana; fu collocata al Castello Malaspina e successivamente donata al Ministero dei beni Culturali, indicando come sede l'Archivio di stato di Massa, sotto la cui giurisdizione oggi è inquadrata.

I fratelli Dazzini furono gli ideatori del progetto, ma seppero riscaldare gli animi e coagulare su Massa l'attenzione degli esperantisti. Essenziali per la creazione del patrimonio libraio sono state le donazioni dei personaggi più rappresentativi del Movimento Esperantista Italiano di quell'epoca.

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