Una biblioteca di livello mondiale e il gemellaggio tra Massa e Bad Kissingen sono i segni più forti in terra apuana dell’Esperanto, lingua nata per unire i popoli e studiata nella nostra città dagli anni Sessanta ad oggi da migliaia di studenti.
I suoi segreti li hanno svelati l’altro pomeriggio Alessandro Simonini ed Enrico Gaetano Borrello, referenti del Gruppo esperantista massese, durante l’incontro nella Biblioteca nell’Archivio di Stato di Massa. Quest’anno ricorrono i sessant’anni del gemellaggio tra Massa e Bad Kissingen. Come è nata l’idea? «Il gemellaggio è nato all’interno della comunità esperantista.
L’evento che ha legato Massa alla città bavarese – ha spiegato Simonini – fu celebrato il 20 aprile del 1960. La guerra era finita da 15 anni e c’era ancora animosità e sospetto tra il popolo italiano e quello tedesco. Per questo i fratelli Mario e Catina Dazzini e il tedesco Hugo Röllinger, tutti esperantisti, vollero un patto di riconciliazione tra i due popoli.




