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Il 31 Maggio 2015 era il trentesimo anniversario della scomparsa del prof. Mario Dazzini. Il suo ricordo è ancora vivo nella memoria dei molti massesi che ebbero la fortuna di conoscerlo.

Non fu solamente l'insegnante capace ed amato dai suoi studenti, il musicista sensibile e raffinato, il collezionista erudito, l'uomo di vastissima cultura.

Egli fu conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo, soprattutto, come grande esperantista. In questa veste ricoprì le più alte cariche della FEI (Federazione Esperantista Italiana), della ILEI (Lega Internazionale degli Insegnanti Esperantisti), della UEA (Universala Esperanto Asocio), fondò, insieme al Maestro G.B. Briano, la MEL (Muzika Esperanta Ligo), fondò e diresse il Gruppo Musicale “La verda stelo” e visitò, accompagnato dalla infaticabile sorella Catina, ogni angolo del pianeta.

Ovunque, nel mondo, Mario Dazzini aveva amici con i quali intrattenne, fino all'ultimo, una fitta e formidabile corrispondenza, testimoniando, con straordinaria coerenza, i suoi principi tesi alla realizzazione di amicizia e solidarietà tra i popoli e gli uomini di buona volontà.

Ma per noi massesi, Mario Dazzini fu anche l'uomo che più di ogni altro, nella nostra terra, nel dopoguerra, lottò per la rinascita della Zona Industriale Apuana affinché fosse assicurato ai lavoratori della nostra terra, un lavoro dignitoso, onesto e sicuro.

A partire dagli anni '50 i fratelli Mario e In  
Italia diversi Gruppi Esperantisti hanno dato vita ad un vero e proprio 
 movimento in favore della Lingua Internazionale,Catina Dazzini di Massa si fecero promotori del progetto di istituire una Biblioteca Nazionale di Esperanto. Tale iniziativa, in virtù del loro pluriennale interessamento, si realizzò con la creazione del primo nucleo della Biblioteca grazie ai libri raccolti dalla Federazione Esperantista Italiana; fu collocata al Castello Malaspina e successivamente donata al Ministero dei beni Culturali, indicando come sede l'Archivio di stato di Massa, sotto la cui giurisdizione oggi è inquadrata.

I fratelli Dazzini furono gli ideatori del progetto, ma seppero riscaldare gli animi e coagulare su Massa l'attenzione degli esperantisti. Essenziali per la creazione del patrimonio libraio sono state le donazioni dei personaggi più rappresentativi del Movimento Esperantista Italiano di quell'epoca.